U rucc’l di Gravina: una gioia per gli occhi e per il palato

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gravina

Il Circolo Auser di Gravina in Puglia presieduto da Angela Picciallo si prepara alla Festa di San Giuseppe trasmettendo alle giovani generazioni una delle tradizioni culinarie più antiche e radicate della gastronomia locale: u rucc’l, che fin dal nome ci parla di radici e di passato.
Il termine pare derivi da Rucchale, che significa roteare.
La caratteristica della focaccia di San Giuseppe sta nella sua forma, ma anche nei suoi impareggiabili sapori.
Dal 2015, è inserita nell’Atlante dei PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) pugliesi, che lo descrive come “una sorta di calzone, preparato con semola di grano duro, ripieno di cipolle sponsali, uvetta e alici sotto sale o sottolio, arrotolato a forma di spirale”.
La preparazione viene così descritta.
Ingredienti: farina di grano duro, lievito di birra o naturale, cipolle sponzali, uva sultanina, alici salate, pepe, sale, olio di oliva.
Procedimento: preparare l’impasto mescolando tutti gli ingredienti, quindi far lievitare per un’ora e/o fino al raddoppio in volume. Stendere l’impasto in una sfoglia di mezzo centimetro e condirla con le cipolle stufate, uva passa e le alici spezzettate; arrotolare la pasta su sé stessa ottenendo un cilindro che arrotolerete ancora a spirale su sé stesso. Disporre la focaccia così ottenuta in una teglia con l’olio e schiacciarla leggermente. Infornare per circa un’ora a 180 °C.
Nelle foto, le diverse fasi del procedimento.

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