«Dai luoghi abbandonati ai presìdi di comunità»: la proposta di Biagio D’Alberto a Lucera
Lucera, su impulso del Circolo Auser «Amici del Peperoncino», diventa il laboratorio di un’originale iniziativa di urbanistica partecipata dal basso: una proposta per recuperare e riutilizzare dieci contenitori pubblici abbandonati o sottoutilizzati, trasformandoli in altrettanti luoghi capaci di rigenerare e rivitalizzare il centro storico cittadino.
È stata presentata in un convegno nell’ambito della Festa del Peperoncino, concluso da un apprezzato intervento del presidente di Auser Puglia, Biagio D’Alberto. Una vera e propria lectio magistralis, la sua, sul ruolo che il Terzo settore può svolgere nella rigenerazione delle città e sulle opportunità offerte dalla co-programmazione e dalla co-progettazione. Un intervento che ha allargato lo sguardo dal recupero dei singoli immobili alla costruzione di una nuova idea di città, nella quale il patrimonio pubblico possa tornare a essere luogo di relazioni, servizi, cultura, inclusione e partecipazione.
Per il presidente regionale dell’associazione per l’invecchiamento attivo, gli strumenti della co-programmazione e della co-progettazione permettono ad amministrazioni pubbliche e Terzo settore di lavorare insieme alla definizione degli interventi. «Non bisogna aspettare il bando per cominciare a progettare: occorre costruire prima una visione, individuare le priorità e farsi trovare pronti quando si presentano le opportunità di finanziamento.»

Il valore del progetto lucerino sta dunque anche nell’aver superato la logica dei singoli immobili per proporre una visione complessiva della città. Dieci edifici diversi, con destinazioni diverse, possono diventare una rete di luoghi nei quali cultura e welfare, abitare e inclusione, giovani e anziani, servizi pubblici e partecipazione tornano a incontrarsi.
L’obiettivo, in definitiva, è trasformare luoghi oggi inutilizzati in presìdi di comunità. Perché, come ha ricordato il presidente di Auser Puglia, quando un luogo abbandonato torna ad accogliere persone, attività, relazioni e opportunità, «non recuperiamo soltanto un immobile. Recuperiamo un pezzo di comunità».
Il progetto, intitolato «Lucera Bene Comune», nasce dal lavoro del Circolo Auser «Amici del Peperoncino», presieduto da Antonio Fusco, che ha svolto una ricognizione dei beni pubblici disponibili nel centro storico, individuando dieci immobili e ipotizzandone possibili nuove funzioni.
«La rigenerazione della città deve partire proprio da questi beni, che appartengono a tutti», ha sottolineato Fusco, spiegando la filosofia dell’iniziativa: non considerare gli edifici inutilizzati come semplici problemi da risolvere, ma come una rete di luoghi attraverso i quali produrre nuova vita urbana.
Le proposte sono state illustrate dagli ingegneri Alessandro Vitacchione e Lucio Barbaro, entrambi soci Auser, che hanno messo a disposizione del progetto le proprie competenze tecniche. L’idea è quella di recuperare ciò che Lucera già possiede, senza nuovo consumo di suolo, trasformando gli immobili in servizi, abitazioni, spazi culturali, luoghi per i giovani e gli anziani, strutture sociali e occasioni di partecipazione.
Il progetto non si limita però a indicare nuove destinazioni d’uso. Propone soprattutto un metodo: coinvolgere cittadini, associazioni, giovani, professionisti, imprese e istituzioni; verificare la fattibilità tecnica ed economica; individuare le priorità; costruire progetti pilota e cercare le necessarie risorse finanziarie.
Al convegno è intervenuto il sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta, che ha manifestato interesse per la proposta, sottolineando l’importanza di un confronto istituzionale sulle possibilità di recupero dei beni pubblici. È intervenuto anche il consigliere regionale Antonio Tutolo, che ha richiamato l’attenzione sulla crisi del commercio di vicinato e sulla necessità di sostenere le attività che scelgono di rimanere nel centro storico.
Ai lavori hanno partecipato inoltre il consigliere provinciale Tonio De Maio e il dottor Danilo Catapano, in rappresentanza della sezione lucerina di Fratelli d’Italia.
È possibile scaricare la versione integrale delle conclusioni del presidente D’Alberto cliccando qui.
