Le radici della nostra anima parlano in dialetto
Il 17 gennaio 2026 è stata celebrata la XIV Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, istituita nel 2013 dall’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia con l’obiettivo di custodire e valorizzare un patrimonio che l’UNESCO riconosce come bene immateriale da salvaguardare. È stata un’ utile occasione per riflettere sul valore delle lingue locali come strumenti di identità, memoria e coesione sociale.
Il tema scelto per l’edizione di quest’anno ha posto al centro proverbi, filastrocche e tradizioni orali: forme espressive nate per essere dette e ascoltate, tramandate di generazione in generazione. Parole che raccontano la storia delle comunità, i loro valori, il loro modo di abitare il mondo.
Come un albero senza radici non può vivere, così un territorio privo della propria lingua rischia di perdere memoria e identità. Il dialetto è storia viva, un ponte naturale tra nonni e nipoti, tra passato e futuro, capace di tenere insieme esperienze individuali e destino collettivo.
A Laterza, presso la Cittadella della Cultura, l’Auser UTEP ha promosso un incontro-dibattito dedicato al tema, con gli interventi di Arcangelo Spinosa, Giuseppe Surico e Nunzio Tria, e un saluto del presidente Donato Conte. L’iniziativa ha visto la partecipazione di poeti del territorio e di associazioni culturali unite dall’attenzione e dall’amore per la parola dialettale.
L’incontro è stato coordinato da Ciro D’Anversa, anch’egli studioso e cultore dei dialetti locali, che ha accompagnato il confronto tra esperienze, testi e riflessioni.
Una serata piacevole e costruttiva che ha confermato come l’Italia sia un mosaico di culture, in cui ogni dialetto rappresenta una tessera preziosa, capace di raccontare il lavoro, la vita quotidiana, le speranze e le fatiche delle comunità. Un patrimonio da custodire, tramandare e vivere, perché continui a parlare anche alle generazioni future.
